Bruno Rainaldi

Bruno Rainaldi si è formato sul campo, iniziando da giovanissimo a lavorare nella comunicazione del design di arredamento. 
Con ironia definiva se stesso un “designer da marciapiede” e il suo stile “caoticamente rigoroso”. 
Dirige a Milano il primo High-Tech di Corso di Porta Ticinese. Affianca Maddalena De Padova nello storico showroom di corso Venezia poi Enrico Baleri, come socio della Baleri & Associati, nella definizione di strategie di comunicazione per aziende e punti vendita di design. 
Fonda Studio Rari – di cui è l’anima e il direttore creativo – e inizia le prime collaborazioni come direttore artistico/designer con diverse aziende del design Italiano come Alivar, MDF, Mussi Italy, Sintesi. Poi Terzani, Slamp, Casprini, Annibale Colombo, Bilumen, Davide Medri e Dilmos. Fino al recente progetto Opinion Ciatti, nato dall’importante sodalizio artistico e imprenditoriale con Lapo Ciatti. 
A metà degli anni ottanta Bruno Rainaldi incontra Flavia Ciatti. Dalla loro amicizia/confronto prende vita l’idea di una nuova azienda – CCR – orientata a sviluppare complementi e accessori per la casa, non solo per la cucina. A marchio CCR nascono pezzi importanti della sua produzione di industrial design. Nel 2006 Lapo Ciatti, che rappresenta la terza generazione, entra in azienda con l’istinto imprenditoriale di famiglia e la formazione in Industrial Design. Nuovi confronti e nuove opinioni. Nasce Opinion Ciatti di cui Bruno Rainaldi è presidente, socio e direttore artistico. 
Con una profonda conoscenza del mercato, una grande passione per le arti figurative e un prezioso talento per le associazioni trasversali maturati nel corso degli anni, Bruno Rainaldi lega definitivamente la sua professionalità al mondo del progetto. Nel 2002 inaugura con Marta Giardini Entratalibera, uno specialissimo spazio milanese dove espone i suoi progetti e una selezione di oggetti. Un “laboratorio di forme” aperto alla ricerca e alla sperimentazione. 
Bruno Rainaldi ha disegnato librerie, tavoli, sedie, divani, poltrone, letti, accessori e illuminazioni. 
Un universo di oggetti intensi e iconici che non rispecchiano una coerenza stilistica, piuttosto il senso vero del design industriale: produrre giusti oggetti per giusti usi. 
Se qualcosa li accomuna è l’essenzialità del disegno, la libertà d'utilizzo, la versatilità compositiva.




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